La guerra degli Uri

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Anno Domini 831: mentre il duca di Napoli e il principe di Benevento si combattono incessantemente, il giovane guerriero longobardo Hardwin, appartenente alla famiglia degli Uri, incontra la donna della sua vita, l’amalfitana Nicandra. Lo stato di guerra tra i rispettivi sovrani non impedirà ai due giovani di sposarsi, nonostante l’avversione di Simeone, fratello della ragazza e membro della fazione da sempre ostile ai Longobardi. La serenità della coppia di dissolverà il giorno in cui Amalfi sarà assaltata per ordine del principe Sicardo. E quando un grave fatto di sangue trascinerà il popolo longobardo in un sanguinoso conflitto, gli Uri saranno costretti a lottare per sopravvivere, tra battaglie, assedi, imboscate e temibili mercenari saraceni. Hardwin dovrà far fronte al caos e al drammatico succedersi degli eventi, sostenuto da un antico monile, un fedele cavallo e un’arma straordinaria.

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2 recensioni per La guerra degli Uri

  1. GiusCam00 –

    Scrivere un romanzo storico non è cosa semplice; tuttavia, l’autore non si è lasciato intimidire dall’impresa, realizzando un romanzo solido e accattivante. Il lettore viene immerso nei fatti storici del periodo in cui la vicenda è ambientata attraverso descrizioni mai davvero pesanti, e i personaggi si muovono tra guerre, congiure, mutamenti politici, senza risultare mai banali o piatti. Traspare, poi, la grande passione dell’autore per il suo territorio, nella sua storia e nei suoi panorami. Consigliato agli appassionati del periodo altomedievale, ma anche a chi vuole immergersi in un’avventura e in scenari poco consueti.
    L’unica pecca che ho riscontrato è nell’edizione: la grandezza e il tipo dei caratteri poco si adatta a una lettura del genere. Per il prossimo capitolo di questa interessantissima saga, mi auguro che questi problemi vengano risolti.

  2. Angelo Aniello De Vita –

    Il libro fa luce su un periodo poco conosciuto della Storia del Meridione. Accende più di un faro su una civiltà, quella longobarda, che ha segnato anche culturalmente le terre campane. Nonostante la mole, grazie ad una scrittura agile e ad una storia che attraversa le nozioni storiche, appassiona il lettore. Lo consiglio vivamente.

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