La guerra degli Uri
23,00 €
Anno Domini 831: mentre il duca di Napoli e il principe di Benevento si combattono incessantemente, il giovane guerriero longobardo Hardwin, appartenente alla famiglia degli Uri, incontra la donna della sua vita, l’amalfitana Nicandra. Lo stato di guerra tra i rispettivi sovrani non impedirà ai due giovani di sposarsi, nonostante l’avversione di Simeone, fratello della ragazza e membro della fazione da sempre ostile ai Longobardi. La serenità della coppia di dissolverà il giorno in cui Amalfi sarà assaltata per ordine del principe Sicardo. E quando un grave fatto di sangue trascinerà il popolo longobardo in un sanguinoso conflitto, gli Uri saranno costretti a lottare per sopravvivere, tra battaglie, assedi, imboscate e temibili mercenari saraceni. Hardwin dovrà far fronte al caos e al drammatico succedersi degli eventi, sostenuto da un antico monile, un fedele cavallo e un’arma straordinaria.






GiusCam00 –
Scrivere un romanzo storico non è cosa semplice; tuttavia, l’autore non si è lasciato intimidire dall’impresa, realizzando un romanzo solido e accattivante. Il lettore viene immerso nei fatti storici del periodo in cui la vicenda è ambientata attraverso descrizioni mai davvero pesanti, e i personaggi si muovono tra guerre, congiure, mutamenti politici, senza risultare mai banali o piatti. Traspare, poi, la grande passione dell’autore per il suo territorio, nella sua storia e nei suoi panorami. Consigliato agli appassionati del periodo altomedievale, ma anche a chi vuole immergersi in un’avventura e in scenari poco consueti.
L’unica pecca che ho riscontrato è nell’edizione: la grandezza e il tipo dei caratteri poco si adatta a una lettura del genere. Per il prossimo capitolo di questa interessantissima saga, mi auguro che questi problemi vengano risolti.
Angelo Aniello De Vita –
Il libro fa luce su un periodo poco conosciuto della Storia del Meridione. Accende più di un faro su una civiltà, quella longobarda, che ha segnato anche culturalmente le terre campane. Nonostante la mole, grazie ad una scrittura agile e ad una storia che attraversa le nozioni storiche, appassiona il lettore. Lo consiglio vivamente.
Francesco G. –
Da appassionato di storia, leggo spesso romanzi ambientati in tempi passati con la speranza che mi aiutino a respirare l’atmosfera dell’epoca. Quest’abitudine viene spesso frustrata da alcune constatazioni. Capita infatti che in alcuni casi l’autore sia un ottimo scrittore, ma uno storico mediocre, i cui personaggi hanno spessore ma sono completamente distaccati dall’ambientazione. Altre volte, all’opposto, lo scrittore è uno storico di livello, ma viene ostacolato dalle sue stesse capacitá, e finisce per perdersi in una narrazione che diviene noiosa.
Quando ho preso in mano “La guerra degli Uri” non sapevo cosa aspettarmi. Un autore sconosciuto che si cimenta in un’epoca complessa, lontana anni luce dalla nostra.
Aperto il volume, ho notato che vi era una pagina con la mappa del sud Italia, e un’altra con un focus Cilento e le aree limitrofe. Alcuni posti li conoscevo; molti ero sicuri di averli visitati ma non riuscivo a ricordarli. Parecchi, credo li abbiano dimenticati tutti tranne la storia.
E l’autore, evidentemente.
Luigi Puglia, lo scrittore del libro, non ha “creato un mondo”, come aveva detto la commessa che mi ha venduto il libro. Lo ha ricreato. Il che, in termini di qualità dell’opera, fa una bella diferenza. L’autore che crea lascia alla penna il compito di liberare un universo che, fino ad allora, manteneva imprigionato nella sua testa. Quello che sceglie di ambientere i suoi personaggi in un’epoca storica, invece, si assume l’onere di guidare il lettore in un mondo che fu. Luigi Puglia, che ha sposato quest’ultima scelta, non solo è riuscito a trasporre nell’opera tutta la conoscenza di un cultore del periodo, ma lo ha fatto senza togliere, a parer mio, leggerezza alla trama.
In conclusione, se vi piacciono i romanzi storici, vi suggerirei di dare un’occasione a questo volume. Non solo vi trasporterá in epoche passate e vi fará entrare nella testa di personaggi vissuti secoli fa ma, se vi trovate nel Cilento, riuscirá anche a farvi vedere il territorio che vi circonda con occhi nuovi.
Jessica Calero –
Ho iniziato la lettura molto prevenuta in quanto per niente amante del genere invece ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Mi ha appassionato tantissimo e l’ho divorato. Non vedo l’ora che ci sia il seguito. Consigliatissimo!
Mariano R. –
Un romanzo che ti cala in tempi remoti. Molto puntuale nei riferimenti storici ma coinvolgente negli intrighi di trama. Un libro consigliato per chi ama la storia e vuole staccarsi dal solito fantasy, ma anzi ama il romanzo storico di genere.
Infine grande attenzione è stata data alla descrizione dei luoghi, punto notevolmente a favore dell’autore. Consigliato!
Mario Scelza –
Ho letto il libro di Luigi Puglia con grande interesse e ,confesso, con molte aspettative. Posso confermare che ho apprezzato l’ambientazione, la cura del “vero” storico e la capacità dell’autore di tessere una trama coerente e appassionante in un periodo della nostra Penisola ricco di avvenimenti. L’autore è riuscito ad amalgamare tutti questi ingredienti dosandoli in modo sapido e mai banale. La cosa che però ho apprezzato di più è stata la possibilità di approfondire, partendo dagli avvenimenti narrati, la storia del Cilento e del Sud della Penisola in generale. Visitare Semplicemente Salerno dopo la lettura del libro, mi ha permesso di cogliere al meglio la forte influenza e l’importante eredità Longobarda nella nostra Regione.